Cosa è l'ADHD?
Il disturbo da deficit di attenzione/iperattività (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder, ADHD) è un disturbo dello sviluppo caratterizzato da una difficoltà nel controllare l’attenzione, l’impulsività e il livello di attività motoria. Tali criticità rendono difficoltoso l’apprendimento e ostacolano l’integrazione nei vari contesti di vita del bambino: in famiglia, a scuola, durante il gioco o le attività sportive.
L’ADHD è un disturbo neuroevolutivo, quindi presente sin dalla nascita, che interessa circa l’8-11% dei bambini in età scolare.
Si esprime attraverso numerosi sintomi collocabili all’interno di tre dimensioni, ognuna delle quali contribuisce ai problemi di apprendimento e adattamento:
- attenzione
- impulsività
- iperattività
Se prevalgono le problematiche relative alla disattenzione, si riscontrano problemi di apprendimento scolastico, mentre se predominano l’iperattività/impulsività sono prevalenti le difficoltà di adattamento sociale.
Come si manifesta l’ADHD?
Nel caso di ADHD con difficoltà prevalentemente legate all’attenzione si possono riscontrare comportamenti problematici tipo:
- difficoltà a mantenere l’attenzione perché distratti facilmente da stimoli esterni
- difficoltà nell’ascoltare e seguire del tutto le istruzioni e le consegne, soprattutto se complesse ed articolate
- difficoltà a prestare attenzione ai dettagli e quindi facilità nel compiere errori di distrazione
- difficoltà a organizzare i compiti o altre attività, pianificare, tenere in ordine oggetti e materiali, rispettare le scadenze
- trascuratezza nelle attività quotidiane e scolastiche, difficoltà nel ricordare commissioni o appuntamenti
Alcuni comportamenti problematici legati all’iperattività possono essere:
- difficoltà a restare seduti in situazioni in cui è necessario, come in classe, o a restare fermi, agitandosi sulla sedia, muovendo mani o piedi, giocando con piccoli oggetti
- correre e arrampicarsi in contesti in cui non è appropriato
- difficoltà a giocare in modo tranquillo
- irrequietezza motoria
- parlare eccessivamente
Alcuni esempi di comportamenti problematici legati all’impulsività:
- difficoltà ad attendere il proprio turno nei giochi o in fila
- difficoltà ad attendere il proprio turno nelle conversazioni, "sparare" risposte a caso, prima che venga completata la domanda, completare le frasi altrui
- comportasi in modo invadente, interrompere, intervenire in modo non adeguato, intromettersi in giochi, conversazioni o altre attività
Cosa si può fare?
Per aiutare un bambino con ADHD è necessario costruire una rete di supporto intorno a lui, di persone in grado di capire le sue difficoltà e supportarlo.
In particolare si può intervenire:
- con la famiglia attraverso dei percorsi di parent training specifici, in cui viene spiegato il disturbo nelle sue manifestazioni e suggerite delle strategie per arginare i comportamenti disfunzionali
- con la scuola creando un PDP (piano didattico personalizzato) specifico per il bambino per favorire l’apprendimento
- con il bambino, fornendogli un supporto nelle attività quotidiane ad esempio attraverso l’affiancamento di un tutor specializzato nei compiti per favorire l’apprendimento di strategie efficaci e l’organizzazione di compiti e materiali.
Inoltre si può intervenire sul bambino con dei percorsi personalizzati di potenziamento delle abilità carenti come attenzione, funzioni esecutive, memoria di lavoro ecc. oppure con percorsi di psicoterapia cognitivo-comportamentale.
Dott.ssa Giulia Cartocci
Tel: 389 1871990
email: giulia.cartocci@prontodsa.it
Psicologa e Tutor specializzata in Disturbi Specifici dell'Apprendimento, ADHD e altri Bisogni Educativi Speciali (BES)